mercoledì 31 agosto 2011

Le rotte

 
Cominciamo dall’inizio.

Il titolo del blog: il turismo e le rotte. sestante (1)Varie possono essere le interpretazioni. E’ fin troppo banale il collegamento col cognome che evoca la classica imbarcazione genovese; altrettanto intuitivo il legame, metaforico naturalmente, con la nautica – area importante del turismo - o con generici itinerari turistici; infine c’è il riferimento alla navigazione in rete, visto che qui ci troviamo.
Sicuramente sono tutte letture esatte, ma l’intento è un altro.
 
Una rotta è una traiettoria di una navigazione aerea o navale, e quindi un percorso per raggiungere un porto sicuro od una località, e comunque genericamente un obiettivo.
E il bello del turismo è che i percorsi sono infiniti, così come sono infinite le motivazioni che spingono a viaggiare e a scegliere la propria vacanza.
E’ chiaro che si tende, sia nell’analisi statistica che nelle analisi didattiche, a schematizzare la tipologia di turismo (arte, mare, montagna, affari, ecc…) in base alle caratteristiche delle località; allo stesso modo ciò avviene quando si semplifica in insiemi omogenei la varietà delle motivazioni (il viaggio visto dalla parte del turista) della vacanza.
Chi sta di là del bancone di un hotel (vedi il sottoscritto) può apprezzare di quante sfumature “motivazionali” è fatta la scelta “turistica” di ogni singolo ospite e, anche senza dover svolgere il ruolo di psicologo o sociologo, diventa interessante analizzare tali sfumature, cercando di soddisfarle appieno per trasformare la motivazione in esperienza vera e propria.
 
Quindi ogni cliente ha una propria rotta di navigazione e il mercato ne è il contenitore: l’albergatore, o l’operatore turistico in genere, nel cercare di captarle e di individuarle, traccia, a sua volta, una propria rotta e così tutti gli attori che intervengono nel mercato, come ad esempio gli enti pubblici.
Il percorso che l’operatore traccia dovrebbe essere un equilibrio tra la massimizzazione del profitto e la soddisfazione del cliente, ma dato il fattore umano il percorso varia tra ospite e ospite.
L’operatore non traccia differenti rotte soltanto in base al fattore umano; egli è anche influenzato dal mercato in cui in quel momento si “trova”. Se si deve lavorare su più fronti, diversificando le motivazioni turistiche cui si può rispondere (in base alle stagioni, ad esempio), dovremo avere più bussole.
 
Ma c’è anche il fattore evolutivo del marketing, che sotto la lente della rete può semplificarsi in offline, web 1.0, web 2.0, web 3.0: queste stelle polari stanno influenzando e/o modificando le diverse traiettorie.
 
Il tema del turismo e delle sue “rotte” tende dunque all’infinito…e naufragar m’è dolce in questo mare (L’infinito, G. Leopardi)
 
P.S.: se poi dalle rotte volete passare alle rotture, allora vi consiglio il gruppo Crazy Hotel su Facebook




 
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